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Le 32 domande più frequenti


(testo tratto dal sito della regione LIGURIA)

  1. Che cosa è l'amianto?
    Sono indicati con il termine amianto o "asbesto" alcuni minerali (silicati) a struttura fibrosa. I più diffusi sono: crisotilo, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite antofillite (DPR 215/88).
    L'amianto è virtualmente indistruttibile, resistente al calore e all'attacco degli acidi, estremamente flessibile, resistente alla trazione, facilmente friabile.
    L'economicità dei materiali contenenti amianto ha contribuito alla sua diffusione Con il termine "amianto" a volte vengono denominati impropriamente anche i materiali che lo contengono (materiale contenente amianto = MCA).
     

  2. Che differenza c'è tra amianto compatto e amianto friabile?
    Il materiale viene considerato friabile quando può essere facilmente sbriciolato o ridotto in polvere con semplice pressione manuale. Si puó definire compatto quando può essere sbriciolato o ridotto in polvere solamente con l'impiego di attrezzi meccanici manuali o funzionanti anche ad alta velocità (dischi abrasivi, frese, ecc.).
     

  3. Dove si trova l'amianto friabile?
    L'uso di amianto friabile riguarda soprattutto:

    • ricoperture a spruzzo e rivestimenti isolanti termoacustici
       

    • controsoffittature
       

    • rivestimenti isolanti di tubazioni o caldaie
       

    • funi, corde, tessuti, cartoni, carte e prodotti affini
       

  4. In quali materiali si puó trovare?
    L'amianto è stato largamente utilizzato in passato per la realizzazione, ad esempio, di:

    • prodotti in cemento amianto quali ad esempio Eternit, Fibronit ed altri sinonimi commerciali (amianto compatto)
       

    • prodotti bituminosi, mattonelle e pavimenti vinilici con carta interposta di amianto, mattonelle in PVC e plastiche rinforzate
       

    • ricoperture e vernici, mastici sigillanti, stucchi adesivi ed altri prodotti spruzzati (amianto friabile)
       

  5. Come si può individuare un materiale contenente amianto?
    L'individuazione dell'amianto parte dall'aspetto del materiale, dall'eventuale marchiatura, dalle conoscenze del rilevatore e pu&ò anche giungere all'analisi del materiale effettuata da un laboratorio opportunamente e adeguatamente attrezzato.
     

  6. Si può ancora utilizzare l'amianto?
    Dal 1994 sono vietate la produzione e la commercializzazione di prodotti o manufatti contenenti amianto. Rimane un'attività residua per l'utilizzazione di materiali contenenti amianto se già presenti come scorte di magazzino.
     

  7. Chi ha l'obbligo di individuare l'amianto?
    Ai fini dell'autonotifica ex Articolo 12 comma 5 della Legge n.257/1992 e della successiva Deliberazione Consiliare della Regione Liguria numero 105 del 20 Dicembre 1996 e successive l'obbligo di gestione del rischio compete a tutti i proprietari, rappresentanti legali, amministratori o comunque figure equipollenti di immobili, impianti e cose contenenti amianto (anche cemento amianto) in quanto responsabili per eventuali danni causati dalla dispersione di fibre di amianto nell'ambiente di vita o di lavoro.
     

  8. L'ente pubblico deve individuare l'amianto?
    Anche l'ente pubblico deve provvedere all'individuazione della presenza di amianto relativamente alle strutture di propria competenza e presentare l'autonotifica.
     

  9. Che cosa si deve fare per individuare la presenza di amianto (sia friabile che compatto)?
    Il proprietario deve verificare se esiste documentazione attendibile circa l'impiego dell'amianto nell'edificio o nella realizzazione dell'impianto di competenza.
    Deve fare una accurata ricognizione all'interno della struttura per evidenziare eventuali situazioni che possono destare perplessitá; nel caso deve possibilmente ricercare le specifiche presso il produttore (se individuabile o rintracciabile) o un installatore.
    Se del caso deve far intervenire un tecnico competente in materia in grado di valutare la presenza di amianto, eventualmente anche tramite analisi e che sia in grado di valutare il rischio. Il tecnico consiglierà inoltre gli opportuni interventi del caso.
     

  10. Quanto costa individuare la presenza di amianto?
    Se l'individuazione avviene tramite le richieste delle specifiche del materiali al produttore o all'installatore, non vi è alcun costo (o é circoscritto alle spese vive).
    Se si ricorre a personale tecnico e all'eventuale analisi di laboratorio, i costi sono quelli derivanti da tali consulenze o prestazioni.
     

  11. A chi ci si può rivolgere per individuare la presenza di amianto?
    Ci si può rivolgere, sempre se necessario, a un tecnico competente o a un laboratorio di analisi.
     

  12. L'Asl effettua sopralluoghi per individuare l'amianto in manufatti presenti all'interno di abitazioni?
    L'Unità Sanitaria Locale effettua i sopralluoghi nel contesto delle attività di accertamento e controllo di propria competenza, pertanto non svolge attività di ricerca.
     

  13. A chi ci si deve rivolgere per svolgere l'analisi dei materiali sospetti?
    Vedi le domande numero 11 e 12.
     

  14. L'analisi dei materiali sospetti è gratuita o onerosa?
    L'analisi è sempre e comunque onerosa essendo una prestazione svolta nell'interesse del soggetto privato.
     

  15. A chi possono essere chiesti chiarimenti o maggiori approfondimenti per gli aspetti riguardanti la necessità di intervento?
    Le Aziende Sanitarie Locali forniscono informazioni generali sulla problematica; per approfondire aspetti specifici o particolari occorre eventualmente rivolgersi a un tecnico che indichi gli interventi da adottare.
     

  16. Cosa si deve fare in caso di accertata presenza di amianto?
    Procedere alla compilazione della scheda di autonotifica fornendo tutti i dati chiesti seguendo le istruzioni che accompagnano le schede.
    Provvedere alla consegna delle schede di autonotifica entro le scadenze fissate ed indicate nelle schede medesime.
    Verificare lo stato di conservazione dei materiali contenenti amianto e quindi l'eventuale rischio che ne può derivare dal loro stato e, se necessario, procedere alla bonifica.
     

  17. Perchè si fa la rilevazione (o accertamento, o censimento)?>
    Per individuare tutte le situazioni con amianto, che espongono a rischio potenziale singoli individui e gruppi di cittadini.
     

  18. Che cosa è oggetto del censimento?
    Oggetto del censimento sono:

    • gli edifici nei quali siano presenti materiali o prodotti contenenti amianto libero o in matrice friabile e/o amianto legato in matrice compatta; la priorità è per gli edifici pubblici, per locali aperti al pubblico e di utilizzazione collettiva e per i blocchi di appartamenti per i quali è vincolante e obbligatorio; la rilevazione è da effettuarsi su tutto il materiale "a vista" presente in ambienti di uso collettivo;
       

    • le ditte che utilizzano o hanno utilizzato amianto nelle proprie realtà produttive e le imprese che operano nelle attività di smaltimento e di bonifica; l'utilizzo deve intendersi legato all'uso diretto, quando l'amianto o i materiali contenenti amianto sono o sono stati presenti fra le materie prime o i semilavorati utilizzati nel ciclo produttivo (esempio manufatti, vernici, mastici, impasti per l'applicazione a spruzzo o a cazzuola, pezzi di ricambio, ecc.), o indiretti, quando l'amianto è stato presente nelle macchine, negli impianti o nelle strutture edilizie dell'azienda ed il contatto con tale materiale avviene o è avvenuto per il tipo di lavoro svolto (esempio manutenzione macchine, tubazioni, impianti o strutture edili, movimentazione pezzi ad alta temperatura, ripristino coibentazioni, ecc.).
       

  19. Tutti gli edifici devono essere censiti oppure dipende dal tipo di attività svolta all'interno?
    Tutti gli edifici nei quali è presente amianto devono essere censiti.
     

  20. Quali sono gli obblighi e i compiti di un proprietario di un edificio ad uso collettivo?
    Ai fini della responsabilità generale sul problema amianto, a tutti i proprietari di immobili e cose contenenti amianto (anche cemento amianto) compete l'obbligo di gestione del rischio, in quanto responsabili di eventuali danni causati o provocati dalla dispersione di fibre di amianto. In particolare per l'amianto friabile compete l'obbligo di comunicarne la presenza alle Aziende Sanitarie Locali competenti per territorio e di attuare una serie di azioni in tempi brevi che consentano di accedere e di stazionare nei locali in sicurezza.
    In caso di presenza di manufatti o prodotti contenenti amianto (specialmente se di tipo friabile) deve essere eseguita anche una valutazione del rischio mirata alla scelta del possibile metodo di bonifica più efficace - da adottare all'occorrenza - al fine di eliminare o comunque minimizzare la esposizione degli occupanti siano essi lavoratori o cittadini.
     

  21. Che responsabilità ha l'amministratore di condominio?
    L'amministratore di condominio ha la responsabilità delle parti condominiali comuni e non dei singoli appartamenti presso i quali può svolgere un'azione di informazione e sensibilizzazione.
    Deve pertanto inviare la notifica per la presenza di amianto nelle parti comuni dell'edificio nei termini fissati dalla Giunta Regionale, alle Unità Sanitarie Locali competenti per territorio.
    L'invio deve essere fatto a mezzo plico raccomandato.
     

  22. Che cosa succede se non si presenta la notifica o se la si presenta in ritardo?
    Si contravviene alle normative e disposizioni nazionali e regionali e quindi si incorre in sanzioni amministrative.
     

  23. Che tipo di ruolo può avere una associazione rappresentativa nel divulgare il questionario ai singoli associati?
    Alle Associazioni o Organismi rappresentativi, viene chiesta la fattiva collaborazione per la diffusione delle schede di autorilevazione e notifica e delle principali informazioni inerenti il censimento.
     

  24. Come può essere bonificato l'amianto o i manufatti contenenti amianto?
    Le tipologie di bonifica dell'amianto sono tre e precisamente: rimozione, incapsulamento e confinamento.
    La rimozione prevede l'asportazione totale del materiale dal sito in cui è presente.
    L'incapsulamento consiste nel trattamento del materiale con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l'aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione della superficie esposta.
    Il confinamento consiste nella installazione di una barriera a tenuta che separi il materiale contenente amianto dalle aree occupate dell'edificio e dall'ambiente.
    L'adozione di una di queste tipologie è legata al tipo ed alle condizioni del materiale, alla sua ubicazione, alla volontà della proprietà di eliminare alla radice il rischio o mantenerlo in modo controllato (attività di controllo e manutenzione).
    L'approfondimento dell'argomento può essere fatto ricorrendo al DM 6.9.94.
     

  25. Dove e come è possibile smaltire l'amianto (friabile e compatto)?
    Lo smaltimento deve avvenire in una discarica autorizzata specificatamente per la tipologia del rifiuto prodotto.
    In Liguria non vi sono siti o aree nelle quali smaltire amianto friabile, mentre sono presenti alcuni siti ove potrebbe essere possibile lo smaltimento di prodotti o manufatti conteneti amianto compatto in buono stato.
    Ulteriori notizie e informazioni relative alle operazioni di smaltimento possono essere chieste al Settore Ambiente della Provincia territorialmente competente avendo l'Ente la competenza diretta sulla materia.
     

  26. A chi ci si può rivolgere se si deve bonificare materiale contenente amianto?
    Occorre interpellare una ditta che operi con competenza nel rispetto delle norme di legge.
    Quando saranno stati svolti i corsi di formazione rivolti a persone dipendenti da Imprese che intendono lavorare nello specifico campo, il cittadino avrà modo di avvalersi di una delle Ditte così riconosciute.
    Tutto ciò nelle more di eventuali atti regolamentari da parte del competente Ministero.
     

  27. Che cosa si deve fare se devono essere rimossi manufatti contenenti amianto?
    Il proprietario può rimuovere l'amianto solo in caso di piccoli quantitativi o piccoli manufatti e deve operare nel rispetto della salvaguardia della salute pubblica nonchè di quella personale.
    In particolare deve limitare la dispersione delle fibre nell'ambiente utilizzando tecniche di rimozione consolidate che consistono principalmente:

    • nell'utilizzare dispositivi di protezione individuale idonei;
       

    • nel bagnare con appositi incapsulanti (es. colle viniliche) i materiali, siano essi lastre o friabili o rifiuto;
       

    • nella possibilità di smontare i materiali o le lastre senza romperli;
       

    • nel non utilizzare apparecchiature elettriche portatili ad alta velocità di rotazione dell'utensile;
       

    • nel raccogliere il materiale di risulta in contenitori sigillati etichettati a norma di legge e predisporlo per la successiva movimentazione;
       

    • nel conferire il rifiuto contenente amianto a discariche o aziende autorizzate per la specifica tipologia.
       

    Quando il proprietario non è in grado di garantire il rispetto di queste procedure e comunque nel caso in cui i quantitativi di amianto o materiale contenente amianto sono di notevole entità, deve affidare il lavoro a ditte specializzate.
     

  28. Come si può comprendere se l'Eternit (es. coperture di ondulato contenenti amianto compatto) deve essere rimosso oppure può ancora essere conservato?
    Rimuovere le coperture di Eternit (o altra marca analoga) non è, in genereale, obbligatorio e quindi necessario purchè la sua consistenza non sia origine di rischio.
    Potrebbe invece essere obbligatorio bonificarlo secondo le modalità previste dalla legge (che prevede l'incapsulamento, la sovracopertura e la rimozione quale ultima soluzione), nel caso in cui questo risultasse friabile a causa di un degrado molto avanzato.
     

  29. Quali protezioni possono essere adottate in presenza di Eternit localizzato vicino alla propria residenza?
    È obbligatorio, nell'effettuare lavori di ripristino della funzionalità delle coperture, seguire le procedure previste dal DM 6.9.94 per le tipologie di lavoro in questione.
    Tali procedure tese a limitare la aerodispersione delle fibre di amianto, garantiscono la tutela della salute di chi lavora e di chi vive nei luoghi circostanti.
    Le lastre di copertura (definite con il nome del fabbricante - es. Eternit) sono infatti materiali cementizi nei quali l'amianto è legato in una matrice compatta e le fibre di questa sostanza non tendono a disperdersi nell'atmosfera se non vengono sollecitate da agenti meccanici.
    Nello specifico è stato riscontrato che la semplice presenza di una copertura in Eternit non genera localmente un aumento dell'inquinamento di fondo delle fibre di amianto aerodisperso e pertanto non sussiste un maggior rischio di malattia rispetto a quello a cui tutta la popolazione di quella zona è soggetta.
    Molteplici sono i fattori che determinano un inquinamento "naturale" di fondo e tra questi si possono elencare sia la grande diffusione delle lastre di copertura in cemento amianto che la presenza in natura dell'amianto stesso.
     

  30. Quali sono i rischi ed i pericoli dell'amianto confinato?
    L'amianto o i prodotti contenenti amianto sono pericolosi solamente per gli operatori che effettuano la manutenzione di impianti e strutture all'interno del confinamento oppure nel caso di danneggiamento dello stesso.
     

  31. L'amianto è pericoloso per la salute?
    L'amianto rappresenta un pericolo per la salute a causa degli effetti che provocano le fibre minerali di cui è costituito, che possono essere determinati principalmente dalla inalazione di polveri rilasciate negli ambienti dai materiali che li contengono.
    Il rilascio delle fibre può avvenire o in occasione di una loro manipolazione o lavorazione o spontaneamente, come nel caso di materiali friabili usurati e sottoposti a sollecitazioni meccaniche (es. vibrazioni, correnti d'aria, urti, ecc.).
     

  32. Quali effetti produce l'amianto sulla salute?
    L'esposizione a fibre di amianto viene associata a malattie che si manifestano a carico dell'apparato respiratorio e delle membrane sierose, principalmente la pleura, dopo molti anni dalla cessazione dell'esposizione (da 1 a 15 anni per l'asbestosi ad anche da 2 a 40 anni per il carcinoma polmonare ed il mesotelioma).
    L'asbestosi è una patologia cronica ed è quella che per prima è stata correlata all'inalazione di amianto.
    Essa consiste in una fibrosi con ispessimento ed indurimento del tessuto polmonare con conseguente difficile scambio di ossigeno tra aria inspirata e sangue.
    Si manifesta per esposizioni medio-alte.
    Il carcinoma polmonare è una degenerazione che si manifesta a livello polmonare per esposizioni anche a basse dosi.
    Il fumo ha l'effetto di aumentare fortemente la probabilità di contrarre la malattia.
    Il mesotelioma, riconosciuto dal regolamento recante le nuove tabelle delle malattie professionali nell'industria ed in agricoltura come malattia professionale legata a lavorazioni che espongono all'azione di fibre di amianto è una forma tumorale maligna di più recente identificazione tra le patologie asbesto-correlate, interessa invece la membrana di rivestimento del polmone (pleura) o dell'intestino (peritoneo) ed è associato alla esposizione anche per basse dosi.
    Le esposizioni negli ambienti di vita, in generale, sono molto inferiori a quelle professionali, purtuttavia non sono da sottovalutare perché gli effetti di formazioni che determinano danni irreversibili alle persone, non hanno teoricamente valori di soglia.

 

 

 
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